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NBA, la lega investiga sul contratto di Kawhi Leonard con i Clippers

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Quando il famoso e famigerato portale di gossip TMZ si mette a trattare degli L.A. Clippers, di solito non ci sono buone notizie per la franchigia losangelena. A sei anni di distanza dagli audio che hanno portato l’ex proprietario Donald Sterling a essere bandito a vita dalla NBA, un nuovo articolo del portale potrebbe avere delle conseguenze — seppur molto meno gravi — sulle sorti dei Clippers. Tutto nasce dalla figura di Johnny Wilkes, ex compagno di squadra a Dorsey High School di Dennis Robertson, meglio noto come “Uncle Dennis” — cioè lo zio di Kawhi Leonard che ne gestisce la carriera, essendone di fatto l’agente. Wilkes sostiene di essere il miglior amico dello zio e di essere molto vicino a Leonard, una vicinanza che nell’aprile del 2019 — secondo quanto scritto in una causa giudiziaria depositata presso la Los Angeles County Superior Court — lo ha portato a parlare con Jerry West, ufficialmente consulente degli L.A. Clippers ma di fatto capo della loro dirigenza. In quella occasione Wilkes sostiene di aver stretto un accordo sulla parola con West per fornire “informazioni vitali ai Clippers per firmare Kawhi Leonard” durante la successiva free agency, il tutto dietro il compenso di 2.5 milioni di dollari. Soldi che però non sono mai stati versati sul suo conto, portando Wilkes a citare West in giudizio per farsi pagare (più i danni).

Wilkes sostiene di essere stato lui a indirizzare la franchigia su quali tasti toccare con Leonard, sostenendo che i suoi argomenti “erano esattamente ciò che Kawhi Leonard voleva sentirsi dire a quel tempo per firmare con la squadra”. Per la verità queste famose informazioni sono abbastanza vaghe: i Clippers avrebbero dovuto promettergli “una grande vita da Clipper sia in campo che dopo la fine della carriera” e “di fare tutto il possibile per competere con i Los Angeles Lakers e LeBron James”. Wilkes sostiene però di essere stato lui a dire a West — tramite un altro “intermediario” di nome Sam Watson — che la condizione necessaria per la firma di Leonard era prendere Paul George, come poi i Clippers hanno effettivamente fatto con uno scambio che ha coinvolto anche Danilo Gallinari. Secondo quanto scritto nella causa, sarebbe stato sempre Wilkes a porre altre due condizioni (illegali secondo i termini della NBA) per la firma di Leonard: una casa in California per Uncle Dennis pagata dai Clippers e una campagna di marketing da 100 milioni di dollari per Leonard.

Sono passati quattro giorni dalla pubblicazione del pezzo su TMZ (che ha ottenuto una copia della causa, probabilmente data loro proprio dallo stesso Wilkes per far “scoppiare il caso”), ma solo dopo l’apertura dell’investigazione da parte della NBA sono arrivate anche le risposte dei diretti interessati. “La causa intentata da Johnny Wilkes è piena di inesattezze e le sue accuse sono infondate” ha detto la franchigia in un comunicato riportato da ESPN. “I Clippers stanno cooperando completamente con la NBA nella sua investigazione, che è procedura standard quando vengono fatte questo tipo di accuse. Stanno fornendo alla NBA tutte le prove che quelle accuse sono false”. Anche lo stesso West ha negato ogni accusa rispondendo a TMZ: “Non sono a conoscenza di alcuna causa intentata contro di me e nego di aver intrattenuto alcuna condotta inappropriata per quanto riguarda la firma di Kawhi Leonard”. Persino il diretto interessato ha parlato delle accuse: “Wilkes non ha niente a che fare con me, nessuno mi ha mai dovuto convincere ad andare ai Clippers. Vengo da L.A., sono cresciuto qui e da dove vengo io le persone cercano sempre il modo di fare soldi. Probabilmente non sarà nemmeno l’ultima volta. Conosco molte persone là fuori”.

Se davvero l’investigazione della NBA (o la causa depositata presso la corte di L.A.) dovesse trovare delle prove che ci sono state delle violazioni alla “costituzione” della NBA, ricadrebbero sotto gli “Altri Contatti Indiretti” dettagliati nell’articolo 35A, che specifica come siano proibite “comunicazioni indirette come quelle fatte tramite intermediari”. I Clippers rischierebbero fino a 10 milioni di dollari di multa e la perdita di scelte al Draft, anche se non si dovrebbe arrivare fino all’estremo di rendere nullo il contratto di Leonard. Rimane comunque una storia da seguire, visto che già ai tempi della free agency di Kawhi c’erano molte voci su possibili violazioni del CBA richieste dallo zio Dennis nelle trattative, quali compensazioni “extra” per assicurarsi i servigi del nipote. Ma si trattava, appunto, solamente di voci: ora c’è una causa e un’investigazione ad essa collegata, vedremo fino a dove arriverà.

Fonte: sport.sky.it