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F1, Gp Austin: l’analisi della gara, Ferrari ora è 3^ forza del Mondiale

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Verstappen vince il Gp degli Stati Uniti ed allunga nella classifica mondiale su Lewis Hamilton. La vittoria dell’olandese suona come un colpo da KO per il team Mercedes perché ottenuta su una pista che era considerata un “feudo” anglo-tedesco. Per il team di Milton Keynes è stato un fine settimana estremamente positivo grazie al terzo posto di Perez. Ora il gap da recuperare su Mercedes in classifica costruttori è di solo 23 punti. Nella lotta per il terzo posto è stata la Ferrari ad avere la meglio sulla McLaren. Il team di Maranello è riuscito a conquistare il quarto posto con Leclerc e il settimo con Sainz. Per il team di Woking la gara è stata alquanto deludente visto il quinto posto di Ricciardo e l’ottavo di Norris.

Quale è stato il momento chiave della gara?

Verstappen partiva in pole con Hamilton al suo fianco. La partenza non è stata perfetta per Max che si è fatto sopravanzare da Hamilton alla staccata di curva 1. Questo poteva essere il momento decisivo della corsa ma così non è stato. Il campione del mondo non è riuscito ad allungare su Verstappen il quale è sempre rimasto sotto al secondo di distacco. Con le gomme medie la Red Bull è sembrata avere qualche decimo di vantaggio sulla Mercedes proprio per un miglior sfruttamento del compound. La W12 è una vettura che stressa molto gli pneumatici posteriori e sulla pista di Austin, con le temperature di ieri, questo è stato un grosso handicap. Anche dalla Tv si poteva notare una RB16B con un’ottima stabilità sul posteriore mentre la W12 tendeva a scodare molto specialmente in uscita dalla curve lente.

Fonte: Sky Sport