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NBA: Michael Jordan, l’infortunio al piede e la regola dei 7 minuti in campo

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Tutto inizia alla terza partita della regular season 1985-86: Jordan è al suo secondo anno in NBA e nella stagione da rookie è stato il migliore dei Bulls per punti, assist, rimbalzi e recuperi. Chicago dipende dalla sue giocate – nonostante sia il più giovane e inesperto della squadra – e tutti sperano grazie a lui di andare a riprendersi un posto ai playoff

Nella partita contro i Golden State Warriors però, durante un banale contropiede, il pallone “alzato” non viene raccolto da MJ che atterra male sul piede e zoppicante è costretto a uscire dal campo. Uscito accompagnato a spalla fuori dal parquet, dagli esami venne subito evidenziata la rottura dell’osso del piede: un enorme problema per lui e per la stagione dei Bulls.

Il n°23 dei Bulls non aveva mai saltato una partita in carriera fino a quel momento e si ritrovò costretto a restare fuori per ben 64 gare. L’infortunio al piede infatti richiede dei lunghi tempi di recupero: “Me ne stavo in panchina a guardare gli altri giocare – racconta il diretto interessato – ero molto irritabile in quel periodo”. E chiunque provasse a trattenere la sua irrequietezza sottolineando che ancora non era pronto, Jordan risponde: “Conosco il mio corpo, solo io so quando le cose vanno meglio”.

Fonte: Sky Sport – Sky.it